• Luce e Colore

Luigi Rovere

Luigi Rovere nasce ad Acqui Terme nel 1908; poi si trasferisce giovanissimo a Torino dove perfeziona l’arte del falegname realizzando in breve tempo una sua bottega e creando mobili e oggetti di arredamento. Poi dà vita ad una fabbrica con più di cento operai per realizzare il “mobile” in legno degli apparecchi radio.

Nel 1939 entra in contatto con il mondo del cinema come scenografo e fornitore di elementi scenografici di film girati a Torino negli studi F.E.R.T.  E’ passione immediata; probabilmente gli viene chiesto di entrare economicamente in compartecipazione nel film in lavorazione o gli viene chiesto di “scontare” con partecipazioni al film il costo del  suo lavoro.  In altre parole, viene coinvolto nella vita del  set e il cinema diventa la passione maestra della sua vita.  Lo dimostra soprattutto un fatto: anche quando si trasferirà a Roma, Luigi Rovere manterrà fermi i contatti con la F.E.R.T.  anzi,  ne diviene l’azionista di maggioranza e l’amministratore delegato.  E questo, fino al 1952, quando pochissimi potranno o vorranno scegliere Torino per realizzare un film e seguire la F.E.R.T. può essere solo una scelta sentimentale. Amico di Dino De Laurentis, fonda con lui la RDL (Rovere De Laurentis) nel 1945 e con questa casa produce per la Lux Film di Riccardo Gualino Il bandito di Alberto Lattuada ( sue anche le costruzioni), Come persi la guerra di Carlo Borghesio,  Il Passatore di Duilio Coletti e,  La figlia del capitano di Mario Camerini.  Due anni dopo si separa da De Laurentiis, rifiuta l’offerta di diventare direttore della Lux Film e continua la sua attività di produttore indipendente costituendo la Rovere Film.  Con questa casa produce film comici orientati ad un facile incasso (Come scopersi l’America, ad esempio, per la regia di Carlo Borghesio) e capolavori che sono nella storia del cinema: Il cammino della speranza, e In nome della legge due film che consacrano Pietro Germi e la Rovere film in campo internazionale. E’ importante ricordare che ne Il cammino della speranza l’idea, ovvero  quella di  realizzare il film da una novella di Nino De Maria (Cuori negli abissi) è da attribuire allo stesso Rovere, ma fra i soggettisti e sceneggiatori, si contano nomi come quelli di Federico Fellini, Pietro Germi, Tullio Pinelli.

Dunque Rovere sa scegliere gli autori dei suoi film non attraverso i filtri della cultura ma indubbiamente attraverso una capacità caratteriale e di sensibilità assolutamente fuori dal comune. E così, occorre sottolineare il suo talento imprenditoriale, talento che lo spinge a realizzare film di cassetta ad altri di ispirazione sociale o di denuncia, non sempre premiati – questi ultimi – dal botteghino. Nel 1952 intuisce la grandezza di Federico Fellini – divenuto uno dei suoi più stretti collaboratori – e lo fa esordire alla regia, malgrado il flop di Luci del varietà film che Fellini aveva girato e firmato con Lattuada due anni prima, nel 1950. Il film d’esordio è Lo sceicco bianco, un racconto molto particolare sul mondo degli eroi dei fotoromanzi; non ha fortuna al botteghino ma Rovere non si dispera; Quattro anni dopo, esce La dolce vita e il grande successo spingerà i proprietari dei cinema a rimettere in programmazione Lo sceicco bianco, come se fosse successivo a quello di Anita e del “ Marcello come here!” ricuperando così non pochi dei denari investiti. Nello stesso anno stringe amicizia con Angelo Rizzoli ma non accetta l’offerta di entrare a far parte della CINERIZ come direttore. Il suo lavoro di produttore durerà con alterne fortune – più negative che positive -sino al 1977 con il Corsaro Nero interpretato da Kabir Bedi. Luigi Rovere morirà a Roma il 19 ottobre 1996 nella più grande solitudine.

FILM REALIZZATI DA LUIGI ROVERE

Il bandito, regia di Alberto Lattuada (1946) – La figlia del capitano, regia di Mario Camerini (1947) – Il passatore, regia di Duilio Coletti (1947) – Come persi la guerra, regia di Carlo Borghesio (1947) – L’eroe della strada, regia di Carlo Borghesio 1948) – In nome della legge, regia di Pietro Germi (1949) – Come scopersi l’America, regia di Carlo Borghesio (1950) – Il cammino della speranza, regia di Pietro Germi (1950) – Il monello della strada, regia di Carlo Borghesio (1950) – Il bivio, regia di Fernando Cerchio (1950) – Persiane chiuse, regia di Luigi Comencini (1951) – Lorenzaccio, regia di Raffaele Pacini (1951) – Ombre sul Canal Grande, regia di Glauco Pellegrini (1951) – Napoleone, regia di Carlo Borghesio (1952) – La macchina ammazzacattivi, regia di Roberto Rossellini (1952) – Lo sceicco bianco, regia di Federico Fellini (1952) – Il brigante di Tacca del Lupo, regia di Pietro Germi (1952) – Puccini, regia di Carmine Gallone (1953) – Gli uomini, che mascalzoni!, regia di Glauco Pellegrini (1953) – Prima di sera, regia di Piero Tellini (1953) – Sinfonia d’amore, regia di Glauco Pellegrini (1954) – Hanno rubato un tram, regia di Aldo Fabrizi (1954) – I due compari, regia di Carlo Borghesio (1955) – Il tesoro di Rommel, regia di Romolo Marcellini (1955) – Il prezzo della gloria, regia di Antonio Musu (1955) – Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regia di Mauro Bolognini (1956) – Totò e Marcellino, regia di Antonio Musu (1958) – Il vendicatore, regia di William Dieterle (1959) – Le orientali, regia di Romolo Marcellini (1960) – Venere creola, regia di Lorenzo Ricciardi (1961) – Agostino, regia di Mauro Bolognini (1962) – Il criminale, regia di Marcello Baldi (1963) – I pedoni della steppa, regia di Amerigo Anton (1964) – Maciste alla corte dello Zar, regia di Amerigo Anton (1964) – Il dominatore del deserto, regia di Amerigo Anton (1964) – La valle dell’eco tonante, regia di Amerigo Anton (1964) – Io, io, io… e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1965) – Ischia operazione amore, regia di Vittorio Sala (1966) – Delitto quasi perfetto, regia di Mario Camerini (1966) – Uccidi o muori, regia di Tanio Boccia (1967) – L’uomo, l’orgoglio, la vendetta, regia di Luigi Bazzoni (1967) – …dai nemici mi guardo io!, regia di Mario Amendola (1968) – Il terribile ispettore, regia di Mario Amendola (1969) – Una spada per Brando, regia di Alfio Caltabiano (1970) – Ma chi t’ha dato la patente?, regia di Nando Cicero (1970) – Armiamoci e partite!, regia di Nando Cicero (1971) – Don Camillo e i giovani d’oggi, regia di Mario Camerini (1972) – Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella, regia di Nando Cicero (1973) – Un uomo, una città, regia di Romolo Guerrieri (1974) – Salvo d’Acquisto, regia di Romolo Guerrieri (1975) – Due sul pianerottolo, regia di Mario Amendola (1976) -Il corsaro nero, regia di Sergio Sollima (1977)

Nelk 1973 era stato nominato Cavaliere all’ordine del merito della Repubblica Roma

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